Indagini Ricostruzione, perquisizioni anche in alcuni uffici del tribunale di Sulmona

Sulmona (Aq). Blitz della Guardia di Finanza con oltre 50 finanzieri impegnati, da stamane, in alcune perquisizioni domiciliari e informatiche per una indagine sulla ricostruzione post sisma 2009, avviata mesi fa. 

Nel registro degli indagati sarebbero finiti amministratori ed ex amministratori della località turistico-montana, ma anche imprenditori e professionisti abruzzesi. Alle prime luci dell’alba, si racconta in paese, sarebbero partite le perquisizioni della Gdf che sono però state estese a tutta la Regione e in altri comuni. Perquisito, a quanto pare, anche un ufficio del tribunale di Sulmona. A coordinare l’operazione il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Sulmona, il Capitano Luigi Falce. L’inchiesta è condotta dal Procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli.

L’indagine è partita mesi fa, dalla denuncia di 2 imprenditori, L. R e S. R coinvolti in un’altra inchiesta, quella della procura della Repubblica di Pescara denominata Earthquake sulla presunta corruzione consumata nell’ufficio territoriale ricostruzione (Utr) di Bussi (Pe).  Nel mirino degli inquirenti sono finiti gli appalti della ricostruzione post sisma della valle Peligna, partendo proprio dagli interventi previsti a Bugnara. Gli indagati sarebbero 9 e i reati contestati vanno dalla corruzione e truffa aggravata continuata e in concorso. Le accuse, a vario titolo, sarebbero di aver chiesto il pagamento di mazzette pari al 20% dell’importo dei lavori appaltati, con la minaccia di bloccare il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori in caso di mancato rispetto dell’impegno preso. Alcuni degli indagati sarebbero sospettati di aver rilasciato false attestazioni sulla regolarità dei lavori, altri avrebbero preconfezionato le gare di appalto individuando tecnici, progettisti e ditte esecutrici dei lavori prima dei bandi. Un consistente fascicolo sarebbe stato acquisito dall’ufficio della ricostruzione di Fossa. Altre perquisizione sarebbero state eseguite in Marsica e in una località della costa Adriatica abruzzese.

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