Congelamento Chiusura Punto Nascita: Nemmeno il Solleone lo scioglie

Sulmona (Aq). A metà febbraio la direzione della Asl 1 annuncia l’acquisto della vasca per il parto in acqua per il nuovo blocco parto dell’ospedale Peligno e l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, rivendica gli investimenti dichiarando congelata la chiusura del Punto nascita con il sindaco convinto che il parto in acqua previsto a Sulmona confermi il mantenimento del Presidio prenatale. Si tratta dei reparti di ostetricia, maternità e ginecologia dati per persi ai tempi del commissario ad acta Luciano D’Alfonso che li sacrifica, decretando la chiusura, anche per far uscire la sanità abruzzese dal commissariamento . 

Vignetta a cura di Maria Trozzi

A distanza di 3 mesi (delibera 733) dall’annuncio dell’acquisto di una vasca il manager Rinaldo Tordera dispone “…. di acquistare apparecchiature e attrezzature tecniche fisse per le sale parto del presidio ospedaliero di Sulmona, giusta esigenza vagliata dal Dipartimento materno infantile”. Così il direttore generale dispone per la procedura negoziata sottosoglia volta all’acquisto di letti elettrici per travaglio e parto, vasca parto in acqua e parete tecnica attrezzata modulare. “Ad agosto però la situazionecontinua a rimanere congelata, nonostante il caldo – ironizza Anthony Pasqualone della segreteria provinciale Funzione pubblica Cgil –  Non si è più avuta notizia degli acquisti promessi e, anzi, alcuni rumors farebbero pensare ad una complessiva fase di blocco degli acquisti”. L’ organizzazione sindacale ribadisce ancora una volta che per un rilancio concreto del Punto nascita di Sulmona, così come del complessivo Servizio sanitario erogato in valle Peligna, è necessario che la Asl e la Regione investano seriamente su questo territorio in termini di attrezzature, tecnologie e personale. L’erogazione dei servizi viene garantita, nel nosocomio peligno, solo grazie ai sacrifici dei lavoratori e alla fiducia che l’utenza nutre nei loro confronti, fa notare il sindacalista: “Fp Cgil della provincia dell’Aquila ha dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale della Asl da mettere in condizione di lavorare e bene riconoscendo la giusta applicazione degli istituti contrattuali e di legge, a cominciare dai dovuti riposi fino alle retribuzioni – conclude il sindacalista Cgil – É necessario discutere delle Progressioni economiche del personale e saldare i compensi arretrati dovuti per le ore di lavoro straordinario svolte, regolamentare la mobilità interna ed erogare i compensi per la produttività collettiva arretrata. É indispensabile che la politica e le istituzioni siano parte attiva di un processo di controllo, monitoraggio e rivendicazione del sistema di erogazione dei servizi sanitari, a garanzia dei servizi pubblici essenziali, a garanzia del diritto alla salute di ogni singolo cittadino e, non ultimo, a garanzia dei lavoratori che tali diritti provano, con ogni mezzo a loro disposizione, ad assicurare”.

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