Notte bianca ‘sculettando’ sull’Ara Patriae. Le associazioni combattentistiche e dʻArma si oppongono

Sulmona (Aq). Notte bianca del 26 agosto da festeggiare ‘sculettando’ davanti all’Ara Patriae, qualcuno azzarda a commentare per piazza Carlo Tresca e il monumento ai Caduti forse un tempo simbolo Sacro della Patria, oggi modesto piazzale da mortificare per ogni occasione e questa volta per balli di gruppo, band caraibica e dj. 

C’è qualcosa che non va in città, forse è l’aria appesantita dai fumi dell’incendio del Morrone, ma la Notte bianca sulmonese è stata organizzata molto prima del 20 agosto. “Non può essere mortificata da esibizioni mondane che collidono con le sue nobili finalità” intervengono le associazioni combattentistiche e dʻArma che scrivono al prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, al sindaco Annamaria Casini e al presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio per chiedere di spostare “Esprimiamo profonda amarezza in merito e chiediamo che lʼevento sia spostato in altro luogo meno sensibile. Inoltre, riterremmo opportuno rendere permanente, con ordinanza, il divieto di utilizzare la piazza per eventi similari o che prevedono l’installazione di strutture che deturpano o nascondono alla vista il Monumento, come è già successo nel passato”. Oggi sono stati posizionati i segnali stradali con l’ordinanza che conferma la location prescelta per l’ evento e Italo Giammarco, già generale dell’Esercito prova a fare un ultimo tentavo per evitare di ferire ancora la dignità di questo Paese.

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