Stato di agitazione nella Asl 1, Fp Cgil chiama a raccolta gli amministratori locali

L’Aquila. Dopo l’attivazione della seconda fase dello stato di agitazione del personale dirigente e del comparto dell’Azienda sanitaria locale Avezzano Sulmona l’Aquila, Funzione pubblica Cgil  ha ricevuto dal Prefetto dell’Aquila una convocazione per un tentativo di conciliazione così come previsto dalla L. 146/90, indirizzata alla presidenza della giunta regionale, all’assessorato alla sanità ed alla direzione generale della Asl 1.

Funzione pubblica Cgil ritiene necessaria la presenza, in sede prefettizia, dei sindaci del territorio provinciale a difesa dei servizi nelle aree interne della Regione per risolvere le gravi carenze di personale nella Asl, denuncia Fp Cgil “emergono criticità su tutte le figure professionali ed in particolare risultano delle scoperture, rispetto alla dotazione organica prevista: 156 posti di dirigente medico che equivalgono al 20,05% del fabbisogno; il 47,06% di dirigenti farmacisti; il 40% di Dirigenti Medici/Direttori (primari); il 48% di Infermieri Professionali Esperti; il 33,33% di Ostetriche; il 32% di assistenti amministrativi. A questi si aggiunga altresì la carenza di 82 infermieri professionali. In riferimento al personale turnista la stessa ASL, con deliberazione del direttore generale n. 1990 del 30 novembre 2016, riconosce un’esigenza ulteriore di personale pari a 277 unità rispetto alle previsioni di fabbisogno formalizzate con la dotazione organica, in quanto la stessa è stata elaborata dalla Asl nel 2014 in data antecedente alla entrata in vigore della Legge 161/2014 che disciplina l’orario di lavoro ed i riposi obbligatori. A tutto questo si aggiunga l’ulteriore taglio per il 2017 (per il blocco del turnover all’80%) di circa 100 unità lavorative per un valore prudenziale di riduzione del costo del personale stimato dalla Asl in 1,7 milioni di euro ma che potrebbe “ragionevolmente” raggiungere i 2,2 milioni di euro. Su tale previsione di riduzione della spesa si aggiunga l’ulteriore riduzione dovuta alle cessazioni e/o ai mancati rinnovi del personale precario. Appare evidente che le descritte disposizioni aziendali sono conseguenze della programmazione economica effettuata dalla Regione Abruzzo con Delibera 741 del 2016 che, come più volte detto, prevede un taglio al costo del personale di circa 5,5 milioni di euro. Funzione pubblica Cgil torna a ribadire la necessità che la Regione Abruzzo predisponga tutti gli atti necessari a determinare l’effettivo fabbisogno di personale al fine di consentire l’assunzione di nuovo personale e la stabilizzazione del personale precario”.

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