Cronica carenza di organico in ospedale, a rischio i Livelli esenziali di assistenza. Cgil incontra i sindaci

​Sulmona (Aq).  La cronica carenza di personale  sanitario mette a rischio i Livelli essenziali di assistenza, Funzione pubblica Cgil ha partecipato all’assemblea dei sindaci della provincia dell’Aquila per discutere della complessa situazione in cui versa la Asl 1  Avezzano Sulmona, L’Aquila.

Aggiornamento 1 e 2

Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone, della segreteria Fp Cgil provincia dell’Aquila e per la Fp Cgil medici, Anna Rita Gabriele, riferiscono in una nota condivisa:  “La Scrivente Fp Cgil ha nuovamente posto l’attenzione sulla gravissima ed ormai cronica carenza di personale di tutti i profili professionali a seguito della quale è stato dichiarato lo stato di agitazione del personale della Asl a cui ha fatto seguito l’incontro in sede prefettizia di settembre in cui erano presenti il direttore generale della Asl, il direttore del personale e il dirigente della Regione, delegato dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci, Antonio Forese. Tutto finisce con un mancato accordo perchè pochi esaustivi i pochi impegni presi in detta sede che, peraltro, ad oggi risultano ancora disattesi. Come più volte detto da questa organizzazione ssindacale la carenza di personale ha generato e continua inesorabilmente a generare una qualità del lavoro inaccettabile e, altrettanto inaccettabili sono le ripercussioni che tali carenze generano sulla qualità dei servizi che, nei periodi estivi, vengono accorpati se non addirittura chiusi e che oggi compromette l’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Inoltre ormai è diventata cosa normale organizzare il lavoro in dispregio dei riferimenti normativi sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sui giusti riposi costringendo il personale tutto a turni massacranti senza, peraltro, alcuna corresponsione di quanto dovuto (il lavoro straordinario riferito ai mesi di novembre e dicembre 2016). Se a ciò si aggiunge che, come è possibile rilevare dal seguente prospetto, l’età anagrafica media dei lavoratori a tempo indeterminato della Asl è in costante ed inesorabile aumento, diventa facile comprendere che in carenza di azioni correttive volte ad una completa revisione del fabbisogno di personale e quindi a nuove assunzioni, sia le condizioni di lavoro, sia la garanzia dei Lea e sia la qualità dei servizi verrà ulteriormente compromessa. Infatti, circa il 64% dei lavoratori si trova in età compresa tra i 50 ed i 67 anni di età anagrafica. Emerge che, nel giro di pochi anni, anche attraverso il ricorso alla normativa sui lavori usuranti (che permette ai lavoratori un anticipo che va da 1 a tre anni sull’età pensionabile) oltre 600 unità lavorative saranno collocate in quiescenza e se verrà mantenuto il blocco del turn over all’80% la conseguenza sarà un ulteriore perdita di circa 500 posti di lavoro. A tal proposito ricordiamo che allo stato attuale, a seguito dei  tagli imposti dalla Regione Abruzzo sul costo del personale pari a circa 5,3 milioni di Euro per l’anno 2017, rispetto all’attuale dotazione organica di 4053 unità lavorative risultano già vacanti circa 250 posti a cui vanno sommate almeno altre 277 unità lavorative utili al rispetto delle turnazioni di legge. Il dato inconfutabile è che ad oggi servirebbero, solo per garantire l’erogazione dei servizi nel rispetto della legge 161 del 2014, ulteriori 527 unità lavorative alle quali vanno aggiunte le mancate sostituzioni di circa 100 lavoratori cessati o pensionati nell’anno 2017. Pertanto, il dato finale è di circa 627 lavoratori in meno rispetto alle reali esigenze di fabbisogno ai quali, come sopra riferito, nel giro di pochi anni si aggiungeranno tanti altri lavoratori. Inoltre, da non sottovalutare, notiamo, proprio in virtù della strutturale carenza di personale ed alla concomitante necessità di dover garantire i servizi pubblici essenziali, sempre più frequenti accertamenti da parte dell’Ispettorato del Lavoro il quale è chiamato a verificare l’effettivo rispetto delle norme di riferimento in merito agli orari di lavoro con eventuali conseguenti sanzioni applicabili alla ASL e quindi ulteriori esborsi di somme di denaro che invece dovrebbero e potrebbero essere utilizzate per ripristinare, anche se solo in parte, la minima dotazione organica utile. A ciò si aggiungano anche i numerosi contenziosi che vengono attivati singolarmente e collettivamente da parte dei lavoratori a tutela dei diritti individuali i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, vedono la ASL soccombere in giudizio con conseguenti ulteriori esborsi di denaro. Tutto ciò, come ovvio che sia, sta generando, quantomeno nella percezione, un lento ma inesorabile decadimento della qualità dei servizi che se ancora oggi  vengono garantiti, è solo grazie allo spirito di sacrificio che i lavoratori mettono in campo quotidianamente nonostante le scellerate scelte di riorganizzazione e di programmazione Regionali. Ma questo stato viene appunto percepito all’esterno anche da parte di quei Professionisti che potrebbero venire a prestare servizio in questa ASL. Infatti, tanto per fare alcuni esempi, nonostante l’esistenza di una “giovane” graduatoria per l’assunzione di Medici di Anestesia e Rianimazione ed un avviso pubblico per medici per la UOC di Chirurgia Generale del P.O. di Sulmona ad oggi la ASL non ha potuto precedere alle assunzioni. Ed infine, ma non ultimo, del Personale Medico che doveva far fronte alla emergenza della cronica carenza di personale nei Pronto Soccorso Aziendali ancora non vi è traccia. Il dubbio è che nella valutazione complessiva molto peso è dato dalle gravi assunzioni responsabilità dovute alle massacranti condizioni di lavoro a cui i lavoratori sarebbero chiamati ed alla carenza di una prospettiva sia di miglioramento di tali condizioni sia di crescita professionale. Tali condizioni di criticità, sopra evidenziate, si riferiscono in particolare ai servizi di Emergenza/Urgenza ma trovano conferma in ogni singolo Servizio ed in ogni singola Unità Operativa di ogni Presidio Ospedaliero della ASL ed in ogni struttura territoriale, da L’Aquila ad Avezzano e da Sulmona a Castel di Sangro. Anche alle tanto sbandierate assunzioni di personale dichiarate dall’Assessore Regionale Paolucci (24 unità di personale), ad oggi risultano autorizzate solamente 9 assunzioni. Fp Cgil, nel ribadire la necessità di un confronto serio e costante con le istituzioni Regionali, con i vertici aziendali e con il comitato ristretto dei sindaci, finalizzato ad un ripristino delle dotazioni organiche attraverso la revisione del fabbisogno di personale della Asl, ad oggi non può fare a meno di evidenziare che, nonostante gli impegni assunti in sede prefettizia da parte della Regione, di convocazione di un tavolo di confronto (entro 15 giorni a decorrere dal 13/09/20179….) per discutere della spesa per il personale nel prossimo triennio che avrebbe dovuto tener conto in maniera più evidente delle peculiarità territoriali e gestionali della Asl 1, ad oggi nessun cenno è pervenuto dalla Regione. Né, tantomeno, sono state convocate le organizzazioni sindacali regionali con le quali aprire il confronto in merito alla definizione delle linee guida per la stabilizzazione del personale precario che nella Asl 1 rappresenta più del 10% dell’attuale forza lavoro ossia circa 400 lavoratori. La scrivente continua ad evidenziare la questione del territorio della Provincia dell’Aquila, che avendo una estensione di 5 047 km² occupa circa metà dell’intero territorio regionale abruzzese, il che aumenta le criticità logistico/organizzative ed i costi correlati. Tale dato ripropone con forza la necessità di dotarsi di una vera strategia per le aree interne, presupposto fondamentale per garantire la qualità dei servizi ed evitare il continuo ed inesorabile processo di spopolamento del territorio, oltre che la realizzazione di una efficace integrazione ospedale/territorio. Le soluzioni non devono prescindere da una unità di intenti di tutti i Comuni della Provincia dell’Aquila a difesa del nostro territorio”.

 

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