Ndranghetista a capo della vigilanza uffici pubblici. Bianchi: dubbi sull’appropriatezza della funzione affidatagli

Sulmona (Aq). Se ne parli purché se ne parli e la città mormora per l’esponente ‘ndranghetista che sta scontando una pena alternativa alla detenzione come vigilante di palazzo San Francesco addirittura come coordinatore. La situazione agita gli animi e preoccupa la comunità Peligna. 

Aggiornamento

Su quello che in città non poteva che diventare un caso, interviene ragionevolmente Elisabetta Bianchi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale.

Elisabetta Bianchi

“Stride con i principi di trasparenza e lealtà, cui una buona amministrazione deve improntare la propria azione, il protratto silenzio dietro il quale il sindaco Annamaria Casini, la giunta e la maggioranza si sono trincerati alla notizia diffusa, a più riprese, secondo cui una persona in corso di espiazione pena nella misura alternativa alla detenzione e per questo affidato ai servizi sociali, condannato per gravi delitti puniti con l’ergastolo e risultato esponente noto di una nota famiglia di ‘ndrangheta abbia partecipato nella stanza del sindaco, a palazzo San Francesco, a più di una riunione come coordinatore del servizio di custodia e sorveglianza per conto della cooperativa vincente l’appalto del servizio di sorveglianza e guardiania del Comune di Sulmona, insieme ai rappresentanti sindacali, all’assessore regionale alle aree interne Andrea Gerosolimo, allo stesso primo cittadino, ai rappresentanti dei lavoratori, ai legali rappresentanti della cooperativa perdente e di quella subentrante nello strategico servizio di supporto agli edifici comunali. Desta sicuramente scalpore poi il fatto che il presidente della cooperativa subentrante, al servizio di custodia e sorveglianza, sia un familiare di una candidata della coalizione vincente che ha portato a palazzo San Francesco Annamaria Casini. Al di là del percorso rieducativo e di reinserimento sociale della persona in espiazione pena che, non v’è dubbio, sia riconosciuto diritto costituzionalmente garantito ciò che lascia perplessi è l’appropriatezza della funzione affidata ad un soggetto non completamente restituito alla società civile e che ha dimostrato tutta la vulnerabilità dell’amministrazione comunale. Siamo convinti che, alla luce di questo ulteriore imbarazzante scivolone, che aggiunge un altro tassello sulle attitudini di governo del primo cittadino, la maggioranza gerosolimiana debba avviare al più presto, con grande senso di responsabilità e per il bene della Città, ad una discussione approfondita che sappia cogliere il senso mancato della loro buona amministrazione e porvi rimedio con la necessaria severità” conclude Bianchi.

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