Urgente riaprire il tavolo con la direzione Asl 1, Fp Cgil: “Nulla è stato risolto”

Funzione pubblica Cgil della provincia dell’Aquila torna a richiedere con urgenza la riapertura di un tavolo di confronto per le trattative sindacali con la direzione dell’azienda sanitaria locale n.1. Risale al mese di giugno l’ultimo incontro formale con l’azienda e sono tante e troppe le problematiche che hanno bisogno di risposte,  fino ad ora disattese. 

Intervengono i sindacalisti, Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone: “Si è assistito solo ad uno spostamento, in avanti nel tempo, dei problemi senza che a questi siano state date le giuste e legittime risposte che i lavoratori della Asl stanno aspettando – scrivono in una nota i rappresentanti dell’organizzazione sindacale – Preliminarmente va ricordato che i lavoratori con sano spirito di sacrificio e collaborazione è da tempo che si sono messi a disposizione per far fronte alle note e gravose carenze di personale, ma ai sacrifici chiesti ed imposti ai lavoratori non sono susseguiti i giusti riconoscimenti in termini giuridici, economici e contrattuali. La carenza di personale ha fatto si che l’organizzazione del lavoro è stata effettuata in violazione delle normative contrattuali e di legge in materia di orario di lavoro con la conseguenza che il servizio ispettivo del Ministero del Lavoro sta elargendo sanzioni per il mancato rispetto della norma (il danno) e a questo si aggiunga la beffa, in quanto le sanzioni vengono “girate” ai Responsabili dei Servizi che soffrono della suddetta carenza di personale. Si continua infatti ad assistere ad elaborazioni di turni che vengono predisposti senza la giusta previsione dei riposi settimanali previsti per legge, senza che vengano garantite le 11 ore di riposo tra un turno e l’altro nell’arco delle 24 ore, senza che si dia ai lavoratori la possibilità di usufruire delle ferie pregresse. A questo si aggiunga un eccessivo ricorso al lavoro straordinario quale strumento di attuazione dell’attività ordinaria e programmata, in carenza di contrattazione per costituire la banca ore e regolamentare contrattualmente l’orario di lavoro collettivo. Si assiste infatti a continue variazioni unilaterali degli orari di lavoro del personale turnista. Le condizioni di lavoro descritte tendono ad un peggioramento in termini di stress, con serie ripercussioni nei confronti dei lavoratori, ai quali la Asl ancora non corrisponde la giusta remunerazione per il lavoro svolto. Infatti, per esempio, ancora non vengono pagate, a distanza di un anno, le prestazioni di lavoro straordinario svolte dal personale nei mesi di novembre e dicembre 2016, le competenze per la produttività collettiva, la liquidazione per le prestazioni di attività di screening. A tutto ciò si aggiunga che ancora nulla è stato fatto per permettere ai lavoratori di essere selezionati per le progressioni economiche orizzontali (fasce) che sono ferme ormai dal 2015. Nulla è stato fatto per la valutazione della produttività e del sistema premiante e, in una situazione di cronica carenza di personale, è il minimo che andrebbe fatto visti i sacrifici svolti per il mantenimento dei servizi essenziali. Nulla è stato fatto per la regolamentazione sulla mobilità interna del personale, per il conferimento degli incarichi di Coordinamento, caposala e capotecnici, per l’adeguamento del valore dei buoni pasto/mensa e per l’istituzione delle mense aziendali, nessun confronto per il monitoraggio delle ore di lavoro straordinario effettuate dal personale ed ancora nulla è stato fatto in merito alla rilevazione del personale sanitario fuori posto. Nessuna verifica della spesa per le indennità accessorie non liquidate al personale a cui è stato richiesto e disposto di effettuare turni aggiuntivi. Quanto sopra descritto, va ricordato, è stato anche oggetto di discussione in sede Prefettizia nel corso delle procedure di conciliazione e raffreddamento dello stato di agitazione e, a tal proposito, la direzione Asl aveva assunto l’impegno per la convocazione di un tavolo in tempi brevi – conclude il sindacato – A distanza di ulteriori due mesi ancora nulla è stato fatto ed è per tali motivi che la scrivente Fp Cgil si sta già adoperando unitamente ai propri legali per le rivendicare nelle sedi preposte il diritto alla giusta e dovuta retribuzione dei lavoratori per il lavoro svolto che, da parte della Asl, ancora non viene remunerato”.