La Solitudine dei Numeri 1. Peligni divisi son messi male!

L’intenzione era di favorire i grandi partiti nel forgiare questa legge elettorale, ma il genio che l’ha modellata si è dato una martellata sulle ..ehm, appendici naturali del sesso virile.

Ergo, gli unici che hanno reali possibilità di essere eletti sono solo i capilista perché nei collegi con 4 o massimo 5 seggi d’assegnare il meccanismo di recupero dei resti parte prima da chi il seggio non l’ha centrato in pieno. I numeri 2, 3, e 4 non hanno alcuna speranza di sedere a Roma, essere eletti. É un incredibile aiuto ai partitini il meccanismo, oseremo dire perverso, che salva solo i numeri 1. Forse è scientificamente voluto. La legge elettorale è stata concepita, tra settembre ed ottobre, su 3 principi fondamentali, in primis i sondaggi già dicevano che il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico erano al di là del 20% e Forza Italia appena sotto. Secondo, il pericolo comune a Pd e FI era ed è il partito dei grillini perché incontrollabile. Tre, l’ipotesi più probabile anzi quasi certa è che nessuno avrà i numeri per governare da solo. In questo quadro FI e Pd, o meglio Berlusconi e Renzi, devono essere in grado di fare le manovre più strane. Devono avere, per esempio, le mani libere di fare un governissimo Bi-partito, al massimo con qualche cespuglietto. Nei rispettivi gruppi parlamentari porte chiuse ai dissensi, alle minoranze o ai resistenti. La macchinazione che premia solo i numeri 1 potrebbe essere voluta per realizzare, per FI e Pd, un parlamento di fedelissimi pronti a fare qualunque acrobazia. E allora scordiamoci candidati capilista da queste parti e aspettiamoci, anche in Abruzzo, un campionario di precipitati da Roma salvo qualche sporadico fedelissimo nostrano. Una processione di preferiti che per i territori segna la fine: é la solitudine dei Numeri primi.

mariatrozzi77@gmai.com