Il Gran Rifiuto Abruzzo Logo

E l’Abruzzo fece il Gran Rifiuto

Una bordata, prima i 3 impianti ne trattavano appena 40 mila 150 tonnellate (già autorizzate dal 2014 e confermate per il 2018), tra poco saranno 100 mila tonnellate annue di rifiuti dell’Urbe, indifferenziati, e il loro tanfo arriverà dritto, dritto in Abruzzo più di quanto già fatto. Se l’ipotesi fosse confermata e l’accordo a firma Pd prendesse forma questa diventerebbe davvero la pattumiera verde d’Italia. In qualcosa l’Abruzzo doveva pure specializzarsi.

Aggiornamento

A preoccupare non è tanto il trattamento quanto lo spazio in discarica dove potrebbe andare la parte del rifiuto indifferenziato che non è possibile trattare, ossia, le frazioni residuali del rifiuto intrattabile. La domanda sorge spontanea: l’intera filiera degli impianti necessari alla corretta gestione dei rifiuti urbani ha capacità sufficienti ad accogliere i rifiuti provenienti da altre regioni? A Sulmona per esempio, si era detto che c’erano non più di 2 anni di autonomia prima di riempire tutte le fosse della discarica riservata però solo ai rifiuti dei soci dell’azienda. Quindi dove finirà il residuo dei rifiuti capitolini intrattabili? Il Gran Rifiuto Ultimafrontiera.net 2018La regione si caratterizza per montagne di pattume, i boschi sono bruciati la scorsa Estate. Quella napoletana faceva i botti, l’immondizia romana invece fa caciara e non è discreta come quella abruzzese anche se la puzza è la stessa. Finirebbero trattati alla modica cifra di 130 euro a tonnellata i rifiuti indifferenziati già aggiudicati negli impianti di trattamento meccanico di Aielli (Aciam 40 mila tonnellate d’immondizia), Chieti (Deco 30 mila t) e Sulmona (Cogesa 30 mila t). Mbeh certo si tratta pur sempre di società di smaltimento di rifiuti, potevamo aspettarci che si trattasse oro? Dall’Aquila il governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, si prepara al Gran Rifiuto! La dice lunga l’esito dell’incontro di questo pomeriggio a Pescara per decidere sull’affare, ovvero l’aumento del conferimento dei rifiuti capitolini nei 3 impianti abruzzesi. La decisione è rinviata ai prossimi giorni. Pensiero unico Abruzzese e Peligno: “Non bastava la chiusura delle fabbriche, del tribunale, del Punto nascita, l’autorizzazione della centrale di compressione del gas metano e il metanodotto Rete adriatica da costruire in area a massimo rischio sismico, tra l’altro, ora anche i rifiuti di Roma”  .

mariatrozzi77@gmail.com