Chi volete Luciano o D’Alfonso? Dietro le quinte della sua candidatura..

(Satira) Dietro la candidatura del governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, c’è molto di più dell’Abruzzo ad uso e consumo del presidente. Ed è ancora di più di una semplice notizia d’abbandono della Regione, D’Alfonso non lascia niente a nessuno e fintanto che potrà, allungherà il brodo, da onorevole lo farà. “L’Abruzzo vale… una poltrona sicura al Senato” è il commento dei consiglieri regionali del Movimento 5 stelle che canzonano lo slogan con cui il manoppellese si propose agli abruzzesi nel 2014. Chiarire che D’Alfonso non abbandona proprio nulla del suo incarico regionale è la prima cosa da fare. Una volta eletto il governatore avrà a disposizione 6 mesi per optare tra l’una e l’altra carica. Il  termine decorre non dall’elezione o dalla prima seduta, ma dal momento in cui la Giunta delle elezioni convalida gli eletti, pratica che impiega qualche mese ad essere sgribata. Per cui il governatore potrà restare in sella sino a quasi la fine del mandato. Poi non sarà ricandidabile come consigliere regionale. Ragioniamo per benino. D’Alfonso avrà mille difetti, ma non è stupido ed ha un sacrale culto per la conservazione del potere. Non ci vuole la laurea in fisica nucleare per scoprire che tra presidente della Regione a parlamentare semplice, della serie uno dei 660, non si tratta di  scivolata in basso, ma di trampolino di lancio. Se D’Alfonso sceglie la vita parlamentare vuol dire che sa, ed è certo, che arriverà a qualcosa di più dell’essere un semplice parlamentare. Atteso che per il governatore sono impossibili salti di schieramento allora egli attende con certezza incarichi di governo. Ergo, il Piddì parteciperà certamente al governo del paese. Se i sondaggi e le previsioni dicono che il centrodestra vincerà allora il Piddì, per partecipare al governo del paese, dovrà allearsi con il Centrodestra. Tirando le somme, se Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno dichiarato di non fare mai (..dire mai) accordi con il centrosinistra e con il Piddì vuol dire che quest’ultimo governerà solo con Forza Italia. Risultato, la candidatura di D’Alfonso è la riprova che esiste qualcosa, da tempo, per l’esattezza un asse ed un accordo  Renzi – Berlusconi.

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